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La Crociera monumentale

La storia della Crociera dal progetto del Filarete ai giorni nostri.

L’ospedale degli Sforza e la Crociera

La sala Crociera della Biblioteca di Studi Giuridici e Umanistici ha sede nel prestigioso edificio rinascimentale della Ca’ Granda di via Festa del Perdono, un ospedale per i poveri voluto da Francesco Sforza e da sua moglie Bianca Maria Visconti. La pianta dell’edificio, ispirata al simbolo della croce, era organizzata in due crociere inscritte in un quadrato che definivano quattro cortili interni, sempre quadrati. Questi due corpi erano collegati tra loro da un grande cortile rettangolare al cui centro era posta la chiesa dell’Annunciata. Le crociere erano destinate ad ospitare i degenti: una per gli uomini e l’altra per le donne. La Crociera di destra fu progettata per donare alla città un ospedale all’avanguardia dotato di comodità assai rare per l’epoca. I colossali lavori furono affidati all’architetto fiorentino Filarete e si conclusero nel 1465. Il riscaldamento dei quattro bracci, lunghi circa 95 metri, larghi e alti circa 10 metri, era affidato a tre enormi camini, mentre accanto a ogni letto si trovava una finestrella in muratura con funzioni di armadio. Al centro dei due bracci era collocato un altare per le funzioni religiose, sormontato da una grande cupola ottagonale con piccole edicole sugli archi. Il tetto era di assi attraversate da travi in legno. Munita di fogne, la Crociera era anche attrezzata di servizi igienici, i destri, corridoi a volta lungo i muri serviti da acqua corrente e piovana. Le finestre erano molto grandi per garantire areazione e illuminazione. 

Dettaglio del progetto del Filarete in pianta

Volta del tiburio della Crociera

Dettaglio del tiburio della Crociera

Parziale distruzione della Ca’ Granda durante la Seconda guerra mondiale e restauri

Tra l’ottobre del 1942 e l’agosto del 1943 Milano venne bombardata dalle forze angloamericane. Le bombe cadute tra il 13 e il 16 agosto 1943 causarono il crollo parziale della facciata di via Festa del Perdono, la distruzione del Cortile d’onore e dei portici e gravi danni ai chiostri. L’ospedale per necessità venne trasferito nella nuova sede di Niguarda. Nel 1947 iniziarono i lavori di restauro dei due lati del cortile maggiore, affidati a Ambrogio Annoni e Egizio Nichelli, quest’ultimo direttore dei lavori dal 1946 al 1951, anno in cui abbandonò l’incarico dopo avere riunito e censito tutti i frammenti superstiti e avviato la ricomposizione dei singoli elementi grazie alle fotografie precedenti i bombardamenti. Nel 1949 Nichelli stilò un documento con le nuove destinazioni d’uso (Rettorato e Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia) da cui emerge l’intenzione degli architetti di adibire la Crociera sforzesca a biblioteca. Dal 1949 fecero parte del collegio tecnico Ambrogio Annonni, Amerigo Belloni, Piero Portaluppi, coadiuvati da Alberto Borromeo e Liliana Grassi. Dopo la morte di Annoni nel 1954 il cantiere fu affidato a Portaluppi, coadiuvato da Liliana Grassi per l’arredo interno e da Alberto Borromeo (quest’ultimo rinunciò all’incarico nel 1958).  Si decise di abbattere i resti della seconda Crociera avviata nel Seicento (quella destinata agli uomini) realizzando, tra il 1951 e il 1954, un settore ex novo. La crociera nuova comprendeva le aule destinate alla Facoltà di Giurisprudenza Lettere e Filosofia e l’Aula magna. Per la realizzazione delle nuove strutture si fece uso di cemento armato, tiranti di acciaio, pareti trasparenti a tutta altezza, impiegando materiali di pregio.

L'accostamento dei materiali e l'uso della luce naturale come elemento essenziale della progettazione dello spazio resero l'intervento un esempio riuscito di inserimento del moderno all'interno di un organismo storico. 

La Crociera dopo i bombardamenti del 1943

Inaugurazione della nuova sede dell’Università degli Studi di Milano

Nel 1958, con il completamento del restauro del Cortile d’onore effettuato con la tecnica dell’anastilosi (ovvero la ricostruzione minuziosa del manufatto attraverso i pezzi originali) venne inaugurata ufficialmente la nuova sede dell’Università degli Studi di Milano. Nei decenni successivi i lavori di restauro videro sempre più protagonista Liliana Grassi, - professoressa alla Facoltà di Architettura dal 1960 al 1972, poi alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano fino alla morte nel 1985 -, sotto la cui supervisione vennero ultimati i cortili Farmacia, Ghiacciaia, Legnaia, la facciata di via Francesco Sforza e l’arredo interno di molti Istituti.  

Vista della Crociera alta con le strutture architettoniche dell'architetto Liliana Grassi.

La sala Crociera e la sala Sottocrociera

Restava da sistemare la Crociera sforzesca, i cui lavori iniziarono nel 1975. Obiettivo della Grassi era quello di riportare la Crociera al suo aspetto originario quattrocentesco, attraverso una scrupolosa analisi delle fonti documentarie e iconografiche. Per esigenze funzionali la Grassi creò all’interno della Crociera, nelle testate est e ovest, due strutture sospese di ferro e vetro completamente reversibili e indipendenti sia staticamente sia visivamente dalle antiche mura, in modo da rendere chiaramente percepibile l’organizzazione dello spazio così come era stato pensato dal Filarete. Le due aule, destinate alla discussione delle lauree, conferenze, seminari, furono collegate al piano terreno da scale degradanti. La Crociera venne consegnata all’Università degli Studi di Milano il 31 ottobre 1984 e dal 1990 è sede della sala di consultazione di Giurisprudenza della Biblioteca delle Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia (ora Biblioteca di Studi giuridici e umanistici). Analogamente, la sala Sottocrociera, una sala sotterranea speculare alla Crociera che fungeva da dispensa e lavanderia, dal 1989 venne destinata alla consultazione del materiale umanistico. 

Foto della vecchia biblioteca nella sala Crociera

Sala Sottocrociera prima della ristrutturazione

Fonti

G. Agosti, J. Stroppa, La Ca’ Granda da ospedale a università. Atlante storico-artistico, Milano, Officina Libraria, 2017. 

L. Grassi, La Ca’ Granda, Storia e restauro, Milano, Università degli Studi, 1958. 

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